Zdislaw Bekinski nasce nel 1929 in Polonia, nel ’51 si sposa e nel 58 nasce il suo primo ed unico figlio. Dapprima fotografo, poi scultore, la sua forza espressiva troverà la sua massima espressione nella pittura. Nonostante i riconoscimenti internazionali ed i premi vinti, il regime comunista, instauratosi in Polonia, gli impedirà di raggiungere la fama che gli sarebbe spettata.
La sua vita cambierà drasticamente nel 1971 dopo un gravissimo incidente stradale, che lo ridurrà in coma per 3 settimane, coma dal quale si sveglierà raccontando di aver visto l’Inferno, l’amore viscerale per la moglie Zofia ed il figlio Tomasz gli permisero di superare la difficile convalescenza e tornare ad una vita più o meno normale. Dopo il risveglio dal coma, la sua intera produzione pittorica, virerà verso le atmosfere di un realismo fantastico sempre più cupo, gotico e dark. I suoi quadri, spesso da lui detestati, prendono forma nelle notti insonni, in quelle notti dei risvegli di soprassalto. Sogni macabri, visioni di un Inferno, visto e vissuto, non lo abbandoneranno ed incupiranno un’esistenza che a quell’Inferno somiglierà sempre di più con il passare degli anni. La moglie muore nel 1998 ed il suo unico figlio si toglierà la vita la vigilia di Natale del 1999 lasciando l’artista nel vuoto. Il nero che avvolge Beksinski si incupisce ancora di più fino a prendere il sopravvento, Beksinski viene trovato morto nel suo appartamento di Varsavia il 21 Febbraio 2005 ucciso da 17 coltellate.

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